6° Capitolo : IL RISVEGLIO
Mi svegliai spaventato.
Anzi,peggio: ero terrorizzato- Il cuore mi batteva all'impazzata, avevo il fiato corto, il corpo teso. Come dopo un incubo,solo che il risveglio non portò alcun sollievo. Capì che mi era successo qualcosa di brutto e sentì un dolore sulla mia mano sinistra,mi girai per vedere e vidi una mano piena di escoriazioni profonde e tutto questo mi fec agitare ancora di +.
Alzai gli occhi e vidi una luce fioca proveniente da un altro locale che illuminava debolmente l'angolo in cui si trovava: riuscì a distinguere delle sagome vaghe,minacciose.
Cercai di calmarmi. Deglutì,feci di respiri regolari,tentai di pensare in maniera lucida. Era sdraiato su un letto abbastanza comodo ma molto umido,sentiva male dappertutt,soprattutto alla mano e avev tutti i sintomi dei postumi di una sbronza: mal di testa, bocca asciutta e una gran nauea. Mi alzai,tremante di paura. Il mio corpo sapeva di sgradevole disinfettante
Qualcuno mi ha medicato la ferita,cosa diavolo mi è successo?mi concentrai. Ero completamente vestito: indossavo una tunica blu che mi arrivava fino alle ginocchia ma avevo la sensazione che quello non fosse un mio abito.
Il panico si stava placando,sostituito da una paura più porfonda,meno isterica,più razionale.
Non ci vedo niente,ho bisono di luceMi guardai intorno scrutando nella semioscurità,cercando di indovinare dove fosse la porta. Avanzò con le braccia davnti a sè per parare eventuali ostacoli,sempre stando attento alle sbucciature sulla mano, e raggiunse una parete.Da li procdetti di lato, le mani esploravano lo spazio circostante. Finalmente trovò un interruttore.
I miei occhi infastiditi si chiusero e dopo qualche second di riassestamento,ritornai a vedere lucidamente. Nella sua stanza v'era soltanto un letto e un comodino,sul comodino erano appoggiati utensili da medico che saranno serviti per medicarmi.
Non mi ricordavo come fossi arrivato lì.
Come sono finito qui? Mi sforzai di pensare
Cos'era successo il giorno prima?Ma non ricodavo assolutamente nulla, feci una risatina ingenua
Almeno mi ricordocome mi chiamo: sono Hero Legend e vengo da Konoha,sono partito per il castello Kojito e.....non riusciva più ad andare avanti.
Il terrore cieco ritornò non appena si rese conto che non si ricordava assolutamente nulla di cio che aveva fatto negli ultimi giorni.
Dove sono?Queste parole uscirono sibilanti dalle mie labbra e poi snetì il cigolio della porta,un soffio gelido non mi fece muovere e poi sentì
Sei in una cittadina di SunaMi voltai di scatto,impaurito. Vidi un uomo sulla trnitna, di corporatura media,con i capelli corvini fino all spalle e con il coprifronte di Konoha.
Per fortuna è di Konoha!!!Ricordandomi che non mi ricordavo niente di quello che avevo fatto negli ultimi giorni chiesi
Cosa mi è successo?Non ti preoccuparema tra qualche ora inizierai a ricordare Cosa mi avete dato?è la pianta del Ramashiro,usata contro i veleni ma ha una piccola controindicazione Piccolissima .... Dopo la mia battuta lo strano ninja mi disse
Avrai sete,vieni di qua che ti do qualcosa da beree fece cenno verso la porta da dove prima era entrato.
Lo seguì,la luce nell'altra stanza era molto più accentuata e dovetti mettere la mano davanti per il fastidio. Davanti a me c'era un divano dove eran seduti due uomini,li vid solo dal dietro e sbucava dal divano solo la testa. Il primo era calvo e si intravedeva un enorme collo,il secondo invece era più esile e aveva raccolto i capelli n una coda di cavallo.
L'uomo più grosso sibilò al compagno
Come mai stiamo facendo mille peripezie per questo ragazzo? E se facesse la spia all'Hokage? Secondo me Gigo sta sbagliandoDopo queste parole il ninja che mi ccompgnò gli disse
Ricordati Jiriko che so leggere il labbiale. Lo so che può essere rischioso ma tu lo sai che ci servono uomini!!! L'uomo annuì silnziosamente e venne rimproverato dall'altro uomo.
Dopo ave sorpassato il divano,c'era davanti a me un lavandino.
La mia sete era terribile. Mi chinai verso il rubineto, lascia scorrere l'acqua fredda e bevvi dal rubinetto. Questo mi fece sentire meglio. Mi asciugai laa bocca con il braccio e chiesi anora a Gigo
Al castello Kojito come stanno? Gigo rimase impietrito dalla domanda,si girò e disse lentamente
Sono tutti morti,tu sei l'unico rimastoDopo le ultime parole rimasi a bocca aperta,sembrava che mi fosse ingozzato,non riuscivo a respirare perfettamente.
Con poco fiato in corpo dissi
Cosa faremo adesso?